Il Recovery fund approda in Consiglio, D’Asta: “Per Ragusa sarà una battaglia d’equità”

“Una battaglia a favore del Sud, della nostra città e del rispetto delle regole del Recovery fund. Abbiamo trattato, nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Ragusa, tramite la discussione di un ordine del giorno, un appello all’amministrazione comunale e all’intero civico consesso affinché si promuovano percorsi di confronto adeguati che consentano al nostro territorio cittadino di esprimere le reali esigenze in chiave di reperimento di risorse finanziarie per il rilancio, risorse provenienti dai fondi europei con il cosiddetto Recovery fund”. E’ quanto afferma il consigliere comunale, Mario D’Asta, dopo, tra l’altro, avere portato avanti un’azione specifica di verifica tematica sulla delicata questione con due realtà operanti in ambito cittadino, il movimento 24 agosto Equità territoriale e l’associazione Codice avviamento progetto Novantasettecento.

“In entrambi i casi – spiega D’Asta – ci sono state interlocuzioni stimolanti rispetto a una strategia destinata a diventare cruciale da qui alle prossime settimane. L’adesione alla rete dei sindaci, ad esempio, può fornire un supporto rispetto alla programmazione che occorre individuare per lo strumento in questione che si è deciso di attivare come risposta economica e sociale alla crisi sanitaria in corso. Uno strumento che contempla il fatto che questi soldi siano redistribuiti in base a tre principi: densità della popolazione, indice occupazionale e indice di ricchezza e di povertà. Ecco perché, nel caso della Sicilia, ci sono peculiarità specifiche che dovrebbero garantire l’arrivo di una percentuale consistente di queste risorse. Ma è indispensabile creare un movimento d’opinione e culturale per difendere le ragioni del Sud: anche perché buona parte dei soldi andranno ai Comuni solo se i Comuni saranno pronti con l’adeguata progettualità. Abbiamo tempo sino al 30 aprile, quindi un mese e mezzo circa, per allestire le linee guida di una proposta che sia specifica del nostro territorio. Ma è fondamentale che il Comune si confronti con gli stakeholder del territorio grazie ai quali è possibile comprendere appieno quali le esigenze della città e, più in generale, dell’intero territorio. Come concordato con le due associazioni con cui mi sono confrontato, è arrivato il momento di promuovere un modello di sviluppo economico, sociale, culturale e relazionale sostenibile ed inclusivo, che possa sconfiggere le diseguaglianze, garantendo una volta per sempre equità territoriale, sociale ed economica per tutti i cittadini”.

“Noi siamo pronti – prosegue – a portare avanti questa battaglia di dignità da cui dipende buona parte del nostro futuro, ma soprattutto a fare la nostra parte affinché la nostra città possa usufruire di investimenti cospicui. Chiediamo all’amministrazione comunale di farsi interprete di questo diffuso sentire e di agire di conseguenza. I segnali sono positivi”.